Edoardo Zompanti
Sezione di Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma
Introduzione
Il lupus eritematoso cutaneo (LEC) comprende forme acute, subacute e croniche, ciascuna con caratteristiche cliniche e prognostiche distinte. [1] Il lupus eritematoso cutaneo subacuto (SCLE) è caratterizzato da lesioni fotosensibili anulari o papulosquamose, frequentemente associate a positività per anticorpi anti-ENA, in particolare anti-Ro/SSA. Gli inibitori del fattore di necrosi tumorale alfa (anti-TNF-α) sono stati associati allo sviluppo di manifestazioni lupus-simili, incluse forme a tipo SCLE. [2-4] Riportiamo il caso di una paziente con lupus eritematoso cutaneo cronico (CCLE) preesistente che ha sviluppato SCLE durante terapia con infliximab.
Caso clinico
Una donna di 58 anni, con anamnesi di CCLE trattato con idrossiclorochina fino al 2017, ha iniziato a marzo 2024 terapia con infliximab per rettocolite ulcerosa. Dopo quattro mesi (luglio 2024), ha sviluppato placche eritematose con bordi infiltrati al viso, al décolleté e al dorso, sormontate da elementi vescico-crostosi in quest’ultima sede . (Figura 1 a-b) La valutazione dermatologica ha evidenziato un quadro compatibile con SCLE, confermato mediante biopsia cutanea a novembre 2024. L’esame istologico ha mostrato caratteristiche tipiche di SCLE, con da dermatite dell’interfaccia con degenerazione vacuolare dello strato basale, infiltrato linfomonocitario perivascolare e deposito dermico di mucina. Gli esami sierologici hanno documentato ANA positivi (1:640), anti-dsDNA negativi, screening ENA positivo, VES 25 mm/h e PCR 6.19 mg/dL. È stata impostata una terapia con idrossiclorochina (100 mg due volte al giorno) e tacrolimus topico 0.1%. L’infliximab è stato sospeso a gennaio 2025, dopo circa dieci mesi di trattamento, ed è stato sostituito a febbraio dello stesso anno con upadacitinib. Al follow-up si è osservata remissione quasi completa delle lesioni cutanee successivamente all’interruzione dell’anti-TNF-α e all’inizio di terapia con idrossiclorochina. (Figura 1 c-d)
Discussione
Questo caso illustra la transizione da CCLE a SCLE in una paziente esposta a infliximab, un fenomeno raramente documentato. Gli inibitori del TNF-α possono indurre manifestazioni autoimmuni, incluse sindromi lupus-simili con coinvolgimento cutaneo e sistemico. [2-4] La preesistenza di CCLE suggerisce una predisposizione immunologica amplificata dall’esposizione all’anti-TNF-α, determinando l’evoluzione verso una forma subacuta più estesa. La sospensione dell’infliximab e la ripresa dell’idrossiclorochina hanno portato a miglioramento clinico significativo, supportando il nesso causale tra il farmaco biologico e la nuova manifestazione cutanea.
Il presente caso sottolinea l’importanza del monitoraggio dermatologico nei pazienti con storia di lupus cutaneo sottoposti a terapia con anti-TNF-α. Le manifestazioni lupus-like indotte da questi farmaci rappresentano eventi avversi rari ma clinicamente rilevanti, che richiedono tempestiva identificazione, sospensione del farmaco causale e ottimizzazione della terapia immunomodulatrice.
Figura 1. SCLE indotto da infliximab.
(a-b) Placche eritematose con bordi infiltrati diffuse al viso e al dorso, indicative di SCLE. (c-d) Remissione del quadro di SCLE in seguito a sospensione di infliximab e terapia con idrossiclorochina.
Bibliografia
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