PRAME: una Promettente Rivoluzione nell’Approccio alle neoplasie MElanocitarie

PRAME: una Promettente Rivoluzione nell’Approccio alle neoplasie MElanocitarie

Monia Di Prete
Laboratorio di Dermatopatologia, Istituto Dermatologico San Gallicano, IRCCS, Roma

La Dermatopatologia rappresenta una delle branche più complesse dell’Anatomia Patologica perché, tra le altre patologie, si occupa della diagnostica delle neoplasie melanocitarie. Non di rado, una stessa lesione con criteri istopatologici contrastanti può causare discordanza diagnostica tra diversi dermatopatologi, trovandosi in disaccordo addirittura sul suo eventuale comportamento biologico. Per questo nel tempo, alla valutazione delle sezioni istopatologiche con Ematossilina-eosina, si sono affiancate nuove tecniche, cosiddette ancillari, che permettono di evidenziare aspetti cito-architetturali o molecolari non sempre identificabili all’esame morfologico.

Recentemente, è stato introdotto tra i test immunoistochimici un nuovo anticorpo monoclonale, denominato PRAME (PReferentially expressed Antigen in MElanoma), un antigene tumore-associato identificato per la prima volta in cloni di cellule T reattive al tumore derivati da un paziente con melanoma cutaneo metastatico e, successivamente, anche in neoplasie maligne non melanocitarie, come carcinomi polmonari non a piccole cellule, carcinomi mammari, renali, ovarici e vari istotipi di sarcoma [1]. Questo antigene è particolarmente interessante per due motivi: da una parte, potrebbe essere un valido bersaglio immunoterapico, dall’altra, rappresenta un biomarcatore di rischio metastatico, tanto da essere inserito nei pannelli multigenici prognostici (12 geni) e diagnostici (23 geni), rispettivamente del melanoma uveale e cutaneo [2].

È stato dimostrato come l’espressione di questo anticorpo, quando valutata secondo stringenti criteri di estensione e intensità di colorazione dei nuclei dei melanociti neoplastici, sia più frequentemente osservata nelle lesioni maligne (con sensibilità variabili nei diversi studi tra il 75% e il 92%) degli istotipi convenzionali (acrale, SSM, nodulare e lentigo maligna). Purtroppo, lo stesso non si può dire per l’istotipo desmoplastico, i cui casi positivi per PRAME sono circa 1/3 [2-3]. Questa colorazione si dimostra utile anche nella valutazione dello stato dei margini/allargamenti delle lesioni a crescita lentigginosa e nello studio dei depositi linfonodali, qualora sia nota la positività della lesione primitiva [4].

Nei nevi convenzionali, soprattutto acquisiti, displastici, traumatizzati e ricorrenti, l’espressione di PRAME è assente o focale e di debole intensità generalmente limitata alla componente giunzionale. Nelle lesioni del pathway Spitz, che già rappresentano un capitolo complesso per la prognosi favorevole a dispetto di aspetti cito-architetturali che nelle lesioni convenzionali deporrebbero per una franca malignità, si pensava inizialmente che il PRAME non fosse un marcatore affidabile, risultando talvolta positivo anche in lesioni francamente benigne (nevi di Spitz) o intermedie (tumori di Spitz atipici) dal punto di vista morfologico. Successivamente, questo reperto è stato osservato, però, in associazione ad aspetti molecolari, come la perdita in omozigosi del gene CDKN2A, che correlano con un comportamento biologico aggressivo, sebbene non conclusivo per malignità [5].

L’espressione di PRAME, quindi, non equivale di per sé a una definizione di malignità, differentemente da quanto gli iniziali studi promettessero, confermando ulteriormente che la diagnostica delle lesioni melanocitarie complesse sia particolarmente impegnativa. Infatti, nonostante le numerose tecniche ancillari sviluppate, nessun test consente di avere una diagnosi definitiva. È l’attenta integrazione di tutte le informazioni disponibili (clinico-dermatoscopiche, istopatologiche, immunoistochimiche, citogenetico-molecolari) a permettere in questi casi di definire il comportamento biologico della neoplasia, permettendo di stabilire l’approccio terapeutico migliore per ogni paziente.

Bibliografia

  1. Kaczorowski M, Chłopek M, Kruczak A, Ryś J, Lasota J, Miettinen M. PRAME Expression in Cancer. A Systematic Immunohistochemical Study of >5800 Epithelial and Nonepithelial Tumors. Am J Surg Pathol. 2022 Nov 1;46(11):1467-1476. doi: 10.1097/PAS.0000000000001944. Epub 2022 Aug 16. PMID: 35973038; PMCID: PMC9588667.
  2. Lezcano C, Jungbluth AA, Nehal KS, Hollmann TJ, Busam KJ. PRAME Expression in Melanocytic Tumors. Am J Surg Pathol. 2018 Nov;42(11):1456-1465. doi: 10.1097/PAS.0000000000001134. PMID: 30045064; PMCID: PMC6631376.
  3. Alomari AK, Tharp AW, Umphress B, Kowal RP. The utility of PRAME immunohistochemistry in the evaluation of challenging melanocytic tumors. J Cutan Pathol. 2021 Sep;48(9):1115-1123. doi: 10.1111/cup.14000. Epub 2021 Mar 15. PMID: 33660310.
  4. Lezcano C, Jungbluth AA, Busam KJ. Immunohistochemistry for PRAME in Dermatopathology. Am J Dermatopathol. 2023 Nov 1;45(11):733-747. doi: 10.1097/DAD.0000000000002440. PMID: 37856737; PMCID: PMC10593485.
  5. Raghavan SS, Wang JY, Kwok S, Rieger KE, Novoa RA, Brown RA. PRAME expression in melanocytic proliferations with intermediate histopathologic or spitzoid features. J Cutan Pathol. 2020 Dec;47(12):1123-1131. doi: 10.1111/cup.13818. Epub 2020 Sep 10. PMID: 32700786.