PEMFIGO SUPERFICIALE

PEMFIGO SUPERFICIALE

 

A.Costantini, M. Grimaldi, L. Quattrini
Istituto di Dermatologia
Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, IRCCS, Roma

Caso clinico

Giunge a visita un paziente di 60 anni che riferisce la comparsa,da circa 3 mesi, di erosioni e croste a livello del tronco, del collo, del volto e del cuoio capelluto.

All’esame obiettivo il paziente presenta esiti di lesioni bollose, erose, disepitelizzate e in gran parte  sormontate da croste sul  capo, a livello della  regione malare, retro-auricolare , dello scalpo  e sul sul tronco (Figure 1-3)

Nel sospetto clinico di  pemfigo superficiale  si effettua  biopsia per esame istologico ed immunofluorescenza diretta ed il dosaggio degli anticorpi anti Desmogleina (DSG) 1 e 3 mediante ELISA.

L’esame istologico depone per bollosi subcornea. L’immunofluorescenza diretta su cute perilesionale è negativa. Gli anticorpi anti-DSG 1, rilevati con l’ ELISA, sono elevati con valori > 200 UI/mL. Gli anticorpi anti-DSG 3 sono negativi.

Gli esami eseguiti confermano la diagnosi clinica di Pemfigo superficiale o foliaceo.

Il paziente è attualmente  in trattamento con terapia steroidea sistemica con beneficio clinico e completa remissione delle lesioni.

Il pemfigo foliaceo si presenta esclusivamente con lesioni cutanee e risparmia le mucose.

Coinvolge di solito le aree seborroiche, come il cuoio capelluto, il viso e la parte superiore del  tronco. Le lesioni cutanee esordiscono come bolle superficiali sparse che evolvono rapidamente in erosioni squamo-crostose. Il segno di Nikolsky è spesso positivo. Le lesioni possono confluire fino a coinvolgere l’intera superficie cutanea con eritrodermia esfoliativa.

Le lesioni cutanee sono spesso accompagnate da dolori o sensazione di bruciore in assenza di  sintomi sistemici.

Le varianti cliniche del pemfigo foliaceo includono:

  • pemfigo foliaceo endemico (fogo selvagem), che presenta caratteristiche cliniche simili alla forma idiopatica ma si riscontra in specifiche aree geografiche ed è secondario a puntura da mosca ematofaga;
  • pemfigo eritematoso (sindrome di Senear-Usher), localizzato nella regione malare del volto. Storicamente, il termine è stato usato per indicare i pazienti che mostravano risultati di immunofluorescenza intercheratinocitaria coerenti con il pemfigo e un deposito di immunoglobuline in corrispondenza della giunzione dermo-epidermica, come nel lupus eritematoso.

La diagnosi si basa sulle caratteristiche cliniche,sull’esame istologico (che mostra clivaggio subcorneo e acantolisi con spongiosi eosinofila e infiltrato eosinofilo dermico), sulla positività della immunofluorescenza diretta (che mostra la deposizione intercellulare di immunoglobuline G principalmente distribuite nei livelli superiori dell’epidermide) e sulla sierologia positiva per  gli anticorpi anti-DSG1 e negativa per gli anticorpi anti-DSG 3.

I glucocorticoidi sistemici sono i pilastri della terapia e sono associati all’utilizzo di agenti immunomodulatori non steroidei (azatioprina, micofenolato mofetile e dapsone) per minimizzare il rischio di effetti avversi della terapia con glucocorticoidi ad alto dosaggio a lungo termine.

  • V Melchionda , K E Harman. Pemphigus vulgaris and pemphigus foliaceus: an overview of the clinical presentation, investigations and management
  • Mustafa MB, Porter SR, Smoller BR, Sitaru C. Oral mucosal manifestations of autoimmune skin diseases. Autoimmun Rev 2015; 14:930.
  • Yoshida K, Takae Y, Saito H, et al. Cutaneous type pemphigus vulgaris: a rare clinical phenotype of pemphigus. J Am Acad Dermatol 2005; 52:839.
  • Ashley Walker , Tracy Favreau. Localized pemphigus foliaceus

Fig.1 – Lesioni crostose al volto e a livello auricolare

Fig.2 – Lesioni erose, disepitelizzate e sormontate da croste

Fig.3- Lesioni disepitelizzate e crostose della regione superiore del torace